Fotonica

Curre curre guaglio!

Nome: Fotonica
Genere: FPS Runner, Arcade
Sviluppatore: Santa Ragione srl
Piattaforma: Steam (Win, Mac, Linux), IOS, Android

Durante la tipica noia estiva, mentre si è al computer a scrollare e scrollare le pagine di Wikipedia e Facebook, mi sono imbattuto nel post di Humble Bundle che promuoveva il nuovo pacchetto con giochi per PC e Android. Visto che ho comprato da poco uno smartphone nuovo, mi sono detto: beh, mettiamolo alla prova.

Scarico i giochi dal client e per primo provo Fotonica e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Ho pensato: “Cavolo ci devo fare una recensione, questo gioco spacca!” non so se era la voce del vecchio Free Runner a parlare però eccomi qui a presentarvi un titolo che fa della sua originalità il punto forte.

Facendo ricerche e parlando con la software house italiana (gentilissimi e disponibili) sono venuto a sapere la loro grande partecipazione a contest ed eventi: Biennale di Venezia, la Fantastic Arcade di Austin, IGF e tanti altri. Insomma partecipazioni e riconoscimenti di un certo spessore! Però basta con le ciance, parliamo del gioco.

3 pc

Storia: –

Non c'è una vera e propria storia, una trama, un intreccio. Non è quel tipo di gioco. C'è un sentimento che gli sviluppatori vogliono passare all'utente, quello della velocità e della libertà.

La corsa è da sempre uno degli elementi che gli atleti di tutto il mondo usano come esercizio per sviluppare il proprio corpo, per rendersi tonici e assestare di nuovo un contatto con la natura. Ecco, Fotonica vuole mescolare questo sentimento di rapidità, di corsa e inseguimento dell'istante ad ambienti elettronici, dinamici e complessi. Come se andassimo a farci una corsa all'interno di un sistema informatico dei primi anni '80 (o in un video di Beck).

Questo connubio si mescola con lo stile grafico minimal e la musica andando a creare un viaggio che inizia dal cielo e finisce alla terra. Sarò troppo filosofico forse, ma ho trovato la conclusione dei livelli molto originale. Dove negli altri giochi dello stesso stile, la corsa non finisce mai, in Fotonica si “cade” verso un nuovo livello, piombando su di una piattaforma.

 

Gameplay: 7

Pratico, semplice e conciso. Un pulsante con cui fare tutto:
Tieni premuto e corri; Lasci e salti. Premendo durante il volo si atterra e si riprende a correre.

Seppure il sistema è semplice, è il suo impiego a rendere arduo il gioco. La velocità incrementale rende gli attimi in cui pensare esigui o ristretti ad un premi-rilascia continuo. Potrebbe venirvi in mente che sia “solo questo” ma poi quando spicchi l'ultimo salto e vedi che la piattaforma di destinazione è più in alto, ti rendi conto che: “diavolo… mi sa che ho sbagliato qualcosa”.

Mio caro giocatore, non è così semplice infatti.

La struttura delle scene è composta da piattaforme che si sviluppano sull'asse Y a più livelli. Ogni tentativo diventa allora, oltre che un puro premi-rilascia, anche un guizzo creativo che ci fa abbandonare la via vecchia per provare fortuna sulla nuova.

Si parla infatti non di soli soliti 3 tracciati ma a volte anche 4 o 5 che si mischiano tra loro dando la possibilità di avere molte alternative ma poche, effettive, soluzioni. Sulla strada poi ci sono delle piccole sfere rosse che danno punti e, a volte, ci aiutano a trovare la via migliore per la “Run” (è proprio il caso di dirlo).

Tutti i risultanti e i punteggi migliori vengono salvati e raffrontati attraverso i client (steam, google play, etc…) così da creare una competizione anche con gli altri giocatori. Ma, a proposito di altri giocatori…

2 PC

il multiplayer locale è presente in versioni diverse tra pc e smartphone. Con lo schermo del pc, infatti, possiamo avere fino ad un massimo di 4 giocatori in split-screen che corrono contro di noi alla ricerca del primo posto. Per smartphone invece troviamo il massimo di 2 giocatori e uno split-screen che dal centro divide lo schermo in due visioni opposte del tracciato.

Grafica: 7,5

Metterei un voto più alto a questa caratteristica ma devo essere obiettivo e dire che è una forma particolare di arte. Che a me piace tantissimo, ma che non a tutti può fare lo stesso effetto. La tecnica del Wireframe ci riporta agli albori dei videogame e per chi, come me, la storia del videogame l'ha vissuta sulla pelle (o nei bulbi oculari) è sempre una lacrimuccia che ti porta ai vecchi tempi andati…

Tornando a Fotonica, qui il Wireframe viene applicato saggiamente utilizzando e sfruttando le nuove tecnologie. La tecnica, infatti, non viene utilizzata solo per delineare poligoni ma anche per ricreare e creare forme d'arte e astrazione visiva. L'estro delle architetture, gli sfondi mobili e le piattaforme a comparsa, danno il colpo d'occhio necessario a non far stancare l'occhio del giocatore ma ciò che mi ha stupito di più è stato il passaggio dal bianco e nero al dorato quando si raggiunge una determinata velocità.

Oltre il Wire però abbiamo anche la soggettiva da FPS: vediamo mani e braccia che si muovono ai lati dello schermo (si possono disattivare) e notavo, durante il precipitare e la corsa, che i movimenti sono fluidi e corretti, sicuramente sotto c'è uno studio anatomico non da poco.

Ricordando l'anno di uscita, il 2011 (3 anni dopo Mirror's edge e 7 dopo Project Breakdown) noto subito la capacità della software house e la dedizione che hanno avuto anche nei piccoli dettagli. Potevano evitarle, potevano semplificarsi la vita e invece hanno aggiunto l'animazione degli arti e hanno fatto bene.

L'immersione infatti ne ha guadagnato tantissimo e, unito agli effetti blur radiale, danno ancora di più la sensazione di velocità.

1 android

Sonoro e Musica: 8

Se siete dei patiti di elettronica questo gioco fa per voi. Le basi di Nicolò Sala, Michael Manning, Baiyon / Tomohisa Kuramitsu sono dei pezzi che trasportano il giocatore nella corsa e gli fanno prendere o perdere il ritmo. La musica dinamica infatti ci segue nell'aumento della velocità ma si tronca quando inavvertitamente diamo una craniata ad una piattaforma.

Un consiglio da amante della musica: GIOCATE CON LE CUFFIE.

Dopo tutto: 7,8

Fotonica mi è piaciuto, mi è piaciuto che sia fatto da italiani, mi è piaciuta la fluidità delle braccia, la sensazione di velocità che passa e l'aspetto minimalistico, quasi ermetico di tutto. Le differenze tra versione PC e smartphone ci sono ma non sono così evidenti da poter parlare di giochi diversi. Certo è che avere un gioco del genere sempre a portata, durante i viaggi, può far passare dei bei momenti di relax. D'altronde non è una figata giocarsi Cadorna in metro?


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