Hotline Miami 2: Wrong Number

Quante conseguenze può avere una scelta? Vediamole nella recensione

Nome: Hotline Miami 2: Wrong Number
Genere: Puzzle game, Action, Arcade
Sviluppatore: Dennaton Games
Piattaforma: Steam, OS X, Linux, PS 3, PS 4, PS Vita

Attendevo questo gioco da molto tempo: il primo Hotline Miami è stato forse uno dei trip peggiori/migliori che si potessero augurare ad un nativo di fine anni '80. Chiunque riconoscerà colori, vestiario e dialettica oltre la fantomatica Miami, icona storica di quei tempi.

Digressioni temporali a parte, siamo qui per parlare di un videogame che ha fatto scalpore per la sua innata e, forse, apparentemente immotivata violenza. Ma oltre i litri di sangue e cervella ovunque, cosa c'è?

Storia: 9

10 Giugno 1989, Miami

Driiiin... Driiin... "Pronto?"
"Heiiiiii beello! È arrivato quel nuovo ordine che mi avevi chiesto! Vienilo a prendere al 34 Highway Road, 2° piano. Mi raccomando al capo! Non farmi scoprire, altrimenti mi licenzia!"
"Chi sei? Che volete da me?? Smettetela di chiamarmi!"
"Ma come? Non ti ricordi di me? La macchina che ti ho prestato l'altro giorno non ti è servita? Dai! Vieni a prendere i nuovi gadget, così ti divertirai un mondo quando torni a casa!"
"Cazzo"
"Ti aspetto?"
"Si, sto arrivando" Click
Vado in bagno, mi lavo il viso e, quando guardo nello specchio, vedo le occhiaie ormai essere dei tattoo neri. Sembro un cazzo di pellerossa, cristo! Mi vesto sportivo e metto il giubbotto antiproiettile: questo mi ha salvato la pelle più volte di quante avrei voluto. Lo nascondo sotto una felpa e poi vado a prendere lei. L'ho trovata alla porta due mesi fa ed è da allora che arrivano le chiamate. La maschera da lupo. Il mittente non c'era, ma era un segno evidente che qualcuno volesse che facessi qualcosa, qualcosa per il mio paese, di nuovo.
Esco di casa, prendo la macchina e arrivo sul posto. Alla porta ci sono due uomini che fumano e parlano con accento russo. Fottuti russi bastardi. Prendo la pistola dal cruscotto, metto le cuffie con la musica che “loro” mi hanno recapitato e indosso la maschera: è il momento di iniziare le danze.


Bagni... di sangueBagni... di sangue

Molto contestata e molto difficile da decifrare per via della sua struttura narrativa continuamente interrotta, la storia di Hotline Miami 2 si intreccia in più punti con gli eventi del primo episodio, approfondendoli e districando ciò che gli sviluppatori avevano lasciato accennato.
Con effetti analogici di Fast Forward e Rewind, il giocatore si troverà a interpretare diversi personaggi in diverse tempistiche e locazioni: dalla guerra nella jungla Hawaiana alla guerriglia urbana tra le strade di Miami, in un lasso temporale che viaggia dagli anni '80 fino al '91. Abbiamo quindi dei personaggi antecedenti al primo Hotline Miami e storie successive, che vanno a spiegare meglio ciò che succede e ciò che è successo: a tutti gli effetti questo secondo capitolo è quindi sia un sequel che un prequel!

La storia è effettivamente complessa da capire a primo impatto e un giocatore distratto quasi sicuramente non riuscirà a comprenderla. Nonostante venga tutto spiegato con chiarezza nelle diverse stages, la sceneggiatura è montata in modo da essere confusa e questo porta il giocatore a doversi districare nel puzzle degli eventi. Come già detto, molto della storia fa riferimento al capitolo antecedente e questo può rivelarsi un ulteriore scoglio alla comprensione di chi non lo ha giocato.

I personaggi sono caratterizzati egregiamente sia dalle maschere che dai dialoghi. Di pregevole sarcasmo (e autocritica) la scena in cui il giornalista si rende conto di aver ucciso un uomo e prova a rianimarlo nella sua prima missione: un'azione, quella del massacro metodico, a cui siamo ormai desensibilizzati e che, per la prima volta, viene avvicinata in maniera realistica con dei sensi di colpa.


non sono tutti serial killer

Rispetto al primo capitolo è un salto in avanti con i tuborazzi, la storia è eccellente e, nonostante il montaggio particolare, ha degli ottimi colpi di scena e momenti di pathos. I climax sono piazzati in maniera chirurgica e ricordano molto le serie tv di ultima generazione che lasciano in sospeso per far continuare a divorare livelli. Molti vorrebbero un seguito e la Dennaton ci prende un po' in giro su questo, ma secondo me, per il momento, va bene così.

La frase più frequente che vi scuoterà come un mantra sarà: “Ma che cazz?!”

Gameplay: 8

Ricordate il primo capitolo di GTA? Ecco, il sistema topdown è simile, se non identico, con la differenza sostanziale che non ruberemo mai veicoli, preferendo, al massimo, di usare le armi dei nostri nemici.
La struttura è action, non c'è un pattern preciso nell'uccidere i nostri nemici. Tuttavia, se si vuole terminare con una buona combo ed essere premiati con la fantomatica A+, il gioco inizia ad assumete tinte puzzle e perfino di rhytm-game, dove bisogna eliminare i nemici attraverso catene strategiche, tempi ritmati e movimenti precisi.
Lo stile di gioco è stato migliorato nelle strategie, dando la possibilità di utilizzare i diversi approcci stealth, mischia o a distanza con più frequenza. Questo grazie all'implementazione di nuove armi e una gestione e posizionamento più saggio dei nemici. Avere i riflessi pronti e saper improvvisare può dare immense soddisfazioni: basta pensare, infatti, ad un fucile che, una volta scarico, può essere lanciato contro i nemici per stordirli, o un coltello che può essere scagliato con esisti letali. A proposito del coltello, è da notare un dettaglio che solo alcuni riusciranno a capire: quando viene lanciato, si avrà una probabilità che non uccida sul colpo il nostro avversario, bensì stordirlo. Perché? Beh, non sempre lanciando un coltello si colpisce di punta.
Le periferiche di gioco restano i mai tramontati tastiera e mouse oppure il consigliatissimo Gamepad. I pulsanti sono configurabili e la risposta dei controlli è ottima. Gli stick sono funzionali e, anche se all'inizio si incespica sui pulsanti, dopo qualche missione diventa tutto più naturale e fluido.
I livelli si basano sul trucidare tutti i nemici nell'area ed avanzare al prossimo piano, dove ci potrebbe (ma non sempre) esserci il Boss Fight: in genere è un personaggio semplice e quindi può essere eliminato come qualsiasi altro nemico della zona. Le mappe sono davvero dense e molti degli oggetti possono essere utili per coprirci dai proiettili o non farci vedere: si ha la sensazione che tutto sia stato studiato alla perfezione per non rendere il gioco troppo difficile ma nemmeno troppo facile, con pareti a vetro che si rivelano trappole posizionate ad hoc.

Citazione ai primi Metal Gear e a Cannon FodderMetal Gear? sei... sei tu?

La difficoltà è un punto su cui hanno premuto gli sviluppatori in varie interviste. Il primo Hotline Miami era stato contestato anche per via della sua semplicità, invece, in questo episodio, troviamo una difficoltà crescente che sfocia nella quasi insostenibile ultima missione (mi ha impegnato 1 ora di gioco tentarla a mani nude e 1 ora per finirlo con le armi da fuoco). Le meccaniche, infatti, impongono al giocatore di evolvere le proprie strategie man mano che si prosegue nei livelli poiché i nemici, come detto in precedenza, sono posizionati con maggiore cura. Se si vuole giocare in maniera più facile, però, l'IA non è la migliore del mondo. I nemici non andranno in allerta vedendo un cadavere e vi verranno incontro quando sarete a tiro anche se armati. Questo semplifica molto la risoluzione dei livelli, ma è anche vero che, utilizzando queste metodologie, non si arriverà mai ad un punteggio alto.
I nemici sono vari e, oltre a quelli del precedente episodio, ne troviamo alcuni nuovi: gli uomini che schivano i proiettili, ad esempio, e i temibili mostri da trip. I Gorilla e i Cani li ritroviamo in una veste più bilanciata: nonostante abbiano lasciato la possibilità di uccidere i grossi solo con determinate armi (armi a distanza, pugni di Tony e motosega di Alex), si può anche evitare di svuotare il caricatore e colpirli con un singolo colpo per farli dissanguare dopo alcuni passi di inseguimento (che potrebbero portarvi alla morte in ogni caso). Per quanto riguarda i velocissimi cani, ora possono essere abbattuti anche a mani nude se si preme il pulsante di attacco al momento giusto. Tutti i “colpi di grazia” inferti ai nemici storditi o feriti attiveranno un attacco che in ogni caso vi lascerà vulnerabili ai pericoli circostanti.

Tutto potrebbe uccidervi, seriamente. Perché praticamente tutto può portarvi alla morte in Hotline Miami 2

Se però vi sembrerà ancora troppo facile, una volta terminato il gioco avremo la possibilità di giocarlo in Hard mode che capovolge gli schemi e aumenta i nemici rendendo il tutto molto più divertente e complesso. Da segnalare che l'hard mode ha solo queste prerogative non donando niente di più alla storia o finali alternativi.

Abbiamo parlato delle armi, ma c'è anche un'altra nota che rende peculiare il gioco e, in generale, la serie Hotline Miami: le maschere.
Diversificate e evolute rispetto al primo Hotline, le maschere donano una capacità speciale che stravolge lo stile di gioco: Tony con la maschera della tigre (la stessa di Jacket del primo) può uccidere con i soli pugni i propri nemici senza poter utilizzare armi; Irvin con una pistola spara chiodi; Alex e Ash, vera innovazione nella struttura del gioco, con la possibilità di utilizzare due personaggi contemporaneamente: Alex impugna una motosega per attacchi melee a corto raggio, mentre Ash potrà sparare ai nemici distanti.
Vedere questo duo in azione fa sentire un languore però, quello della Co-op. Nel contemporaneo molti giochi utilizzano il co-op per dare una diversità e far divertire i propri giocatori e con queste meccaniche non sarebbe stato male poter avere una possibilità del genere. Mai dire mai però, magari ci penseranno in un futuro!
La longevità c'è, anzi forse è un po' troppo lungo per i miei gusti. Non che non si faccia giocare o stanchi, ma dopo ore così intense si desidera ardentemente arrivare ad una conclusione, dare un punto a tutto. Sia io che altri siamo giunti all'ultimo livello senza sapere che lo fosse e questo è molto strano per un videogiocatore “professionista”. Di solito senti la fine nell'aria: le super armi, le boss rush, i morti che tornano... insomma le solite cose che ti fanno capire che sta per arrivare il lieto fine. In questo titolo, però, sono arrivato alla conclusione senza essermene accorto, con un finale (unico e senza alternative) con la potenza di un pugno in piena faccia, un camion che ti travolge in pieno, che dà un senso all'inevitabile ed all'immotivato. Insomma: uno shock. E questo forse non è una delle cose migliori, nel senso, prolungando così tanto la trama ci si arriva anche un po' per inerzia e chi non ha seguito la storia probabilmente non ci arriverà affatto in quanto si sarà annoiato molto prima.

Grafica: 8

L'originale Hotline Miami aveva una pecca che rendeva l'aspetto grafico al limite del mal di mare e degli attacchi epilettici. In questo nuovo capitolo troviamo il problema risolto magistralmente:

La mappa ora non ondeggia su se stessa in loop, ma si inclina a seconda del punto dell'area in cui ci troviamo, mentre i colori brillanti e cangianti di sfondo non subiscono più cambi veloci, ma sono molto più lenti e “sinuosi”. Gli effetti grafici poi sfumano le tonalità formando delle “nuvole” che rendono il tutto molto più fruibile senza la paura di ritrovarsi con le convulsioni e la bava.
Le animazioni sono state curate maggiormente e ora è tutto molto più fluido e vario; dalle mazzate alle ginocchiate vediamo i personaggi fare ogni movimento senza scatti. Troviamo, quindi, anche una cura nei dettagli, che rende i personaggi impeccabili anche nel loro stile pixellato e trash.

D:D:

Possiamo vedere qui come un piccolo dettaglio può farci intendere quando un nemico è ko e quando no: il viso cambia la sua espressione dopo il colpo inferto. Vi sembrerà una piccola cosa, ma è molto importante per farsi cogliere da una fucilata alla schiena elargita da un nemico apparentemente eliminato. Le morti degli avversari e dei protagonisti sono diversificate e variopinte a seconda delle armi usate, mentre i volti dei personaggi nei dialoghi sono caratterizzati molto bene. Abbiamo anche peculiarità e rotture degli schemi molto singolari, che riescono a tirare un sorriso e ci inducono il mantra che ci perseguita da tutto il gioco: “Ma che cazz?!”

fuori dagli schemiWTF?!

La grafica può essere alle volte disturbante per via dei litri di sangue, pezzetti di cervello, viscere e membra un po' ovunque, ma non ci si fa caso. In un ambiente come questo, dove la violenza è un giocattolo contestuale, convivere con quest'orgia splatter è come bere un bicchiere di succo ai mirtilli o di pomodoro.
La scena che invece ha fatto più scalpore dai tempi della demo e che ha fatto vietare questo gioco in Australia è quella della violenza sessuale. Dati i tempi che corrono e l'effettiva presenza di questo problema in maniera spropositata in alcune nazioni, non mi sento di criticare una faccenda così delicata, in ogni caso la Dennaton penso abbia accontentato tutti mettendo il selettore iniziale.

Sonoro e Musica: 9

Uno dei punti forti della serie di Hotline Miami è la musica: dalla Tecno all'Acid, HM viaggia su onde sonore elettroniche che toccano vari sottogeneri ispirati dalla musica della metà degli anni '80. Abbiamo una track list che conta 49 pezzi di vari artisti e che è possibile scaricare nella versione Steam, oppure acquistare singolarmente dai soliti distributori audio come Amazon. Inutile dirvi che sul tubo potrete trovare qualche pezzo qui e lì.
La musica picchia forte, ci da la carica e ci fa mantenere la concentrazione anche quando falliremo miseramente: la colonna sonora infatti è inarrestabile e continua fino alla fine del livello, non facendo mai calare l'adrenalina del gioco.
Eccellenti le composizioni: ogni canzone è tagliata su misura per ciascuno dei livelli e li ricalca perfettamente attraverso uno stile violento e ruvido, in alcuni momenti, e più delicato, in altri. Notiamo, infatti, arrangiamenti più “tranquilli” quando giochiamo con lo scrittore, più ritmati quando giochiamo con i Fans e più acidi quando giochiamo con il boss russo. Tutto questo contornato da pezzi dedicati alle introduzioni e agli epiloghi di ogni scena.
Che altro dire, non vi resta che ascoltare bene la musica mentre trucidate i vostri nemici. Alla fine dei conti, per fare una combo c'è bisogno di ritmo!

Dopo tutto: 8,5

Hotline Miami 2: Wrong Number mi inchiodato alla sedia per 3 giorni, circa 6 ore di gioco di cui la metà di tentativi e frustrazioni. Mi ha tenuto con la curiosità fino alla fine e anche dopo mi ha fatto continuare a riflettere nel vano tentativo di raccapezzarmi in un puzzle da diecimila pezzi come questa storia. E' un gioco che vale, la sua narrazione è sicuramente al di sopra di molti titoli AAA e si piazza, con il suo stile, al di sopra di una spanna della quasi totalità dei giochi action al momento in commercio. Gli sviluppatori hanno voluto focalizzare tutto sulla violenza, come nel primo capitolo, ma man mano che la pozza di sangue si allarga distanziandosi dal fulcro centrale, tocca gli altri punti e si scopre che tutto ciò che c'è intorno è un Rubino da esporre nel museo dei migliori giochi di tutti i tempi. Nel momento in cui riuscirete a togliere gli occhi dallo splatter e guarderete il gioco per quello che veramente è, un'opera d'arte contemporanea, apparirà evidente che una storia come questa non la si vede spesso e forse, forse, riuscirete perfino a ritrovare un po' di voi stessi immersi nella quotidianità passivo-aggressiva contemporanea.


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