Sparare a Zero

I videogame generano violenza

 

Il fumo saliva dalla bocca di fuoco del fucile d’assalto, un corpo si accasciava a terra tra gli ultimi spasmi. Una donna di mezza età stringeva l’arma saldamente, osservando il suo nemico con ripugnanza. «Non hai morale né valori. Sei un pezzo di merda che non merita di vivere» disse la donna. Ai piedi aveva degli infradito, un vestito a fiori ne copriva il corpo e tra i capelli dei bigodini di grosse dimensioni. Abbassò il fucile e si avviò alla stanza successiva, sulla porta la dicitura: “Direttore Generale”. Entrò sfondando la porta con un calcio e vide l’uomo nell’ufficio rivoltare la scrivania appena in tempo per la prima raffica di proiettili. «Signora, per dio! Non è colpa nostra! Le persone sono sciocche! Non può dare davvero la colpa a noi!» l’uomo si alzò dalla scrivania, puntando verso la donna una pistola Nerf e sparando due dardi. La donna vide i proiettili di gomma percorrere l’aria fino a colpirla sul torace e rimbalzare cadendo miseramente a terra senza effetto alcuno.

«Schifoso satanista, hai idea di quanti morti ci sono stati per colpa vostra?»

Sparò una nuova raffica verso la scrivania che ormai stava cedendo. L’uomo in giacca e cravatta sudava copiosamente e con voce tremante rispose caricando di nuovo la pistola con i dardi: «Ad oggi non è morto nessuno! Solo dei feriti, uomini che hanno preso un palo camminando, inciampando o… non lo so!!! Io non ho fatto niente, se la prenda con i giornali che vi raccontano cazzate!!!» prese fiato e uscendo dalla scrivania si tuffò verso uno schedario sparando altri due dardi nerf diretti alla fronte della donna. «Cazzate!!» urlò la donna indietreggiando sotto i colpi di gomma.
«Voi e la vostra prole di satana avete fatto violentare mille bambini e causato centinaia di incidenti!». La donna sparò urlante una raffica verso lo schedario. L’uomo gridò di dolore e si accasciò contro il muro ansimando, con una mano a tenersi l’addome sanguinante. «Noi, volevamo soltanto… coff coff… esaudire un sogno… volevamo... la felicità dei nostri clienti... come potevamo sapere che erano così… coff coff… stupidi!» la donna si avvicinò con passo marziale all’uomo ed estrasse da un bigodino un coltello a serramanico.

«Siete solo dei diavoli in giacca e cravatta che assoggettano i nostri poveri ragazzi, instupidendoli con le vostre stregonerie!»

La pistola dell’uomo cadde a terra, balbettante cercava una risposta logica a quelle parole ma non riusciva a formularne alcuna. Allora la donna, senza mostrare esitazioni, tagliò la gola dell’uomo con più violenza del necessario, lasciandolo poi accasciarsi a terra in un lago di sangue. Rinfoderò il coltello e mise il fucile in spalla, avviandosi alla scrivania semidistrutta. Si sedette sulla poltrona di pelle crivellata di colpi e accese una delle tv che scendeva dal soffitto. Un uomo in giacca e cravatta, dietro una scrivania azzurra, stava leggendo delle notizie con aria seria e preoccupata. Dietro di lui scorrevano immagini in bianco e nero di bambini che correvano per strada: «Nuovo videogioco spinge i ragazzi all’omicidio, già registrate centinaia di morti e incidenti. Una volta arrestati, i ragazzi tra i 5 e i 70 anni dicono di vedere “paperelle” volare sui campi verdi… Gli enti pubblici non possono niente per difendere l’integrità morale e religiosa dei suddetti ragazzi che sono costretti dalle droghe videoludiche ad efferati delitti. Ora passiamo allo sport...» La donna alzò la gonna del vestito e dalla giarrettiera estrasse un caricatore. «È ora di portare un po’ d’integritá morale a questi stronzi» si alzò con un balzo e dopo aver ricaricato l’arma si diresse verso l’uscita dello stabile.
 
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