Le uova di cioccolata

Il cucchiaino batté due volte sull’uovo creandone una piccola crepa, quindi Dorothy batté una terza volta rompendo il guscio in maniera definita.

Il cucchiaino batté due volte sull’uovo creandone una piccola crepa, quindi Dorothy batté una terza volta rompendo il guscio in maniera definita. Il rumore sordo si propagó rapidamente per la cucina assolata immersa nel silenzio più assordante.
Svuotó il contenuto in una padella unta di burro che subito iniziò a friggere il cibo. Con maestria la donna prese una spatola e smosse l’uovo per non farlo attaccare, iniziando ad intonare un allegro motivetto sentito in radio il giorno prima.
Finito di cuocerlo, Dorothy ripose il tutto in un piatto e si slegò il grembiule ripiegandolo sul pianale. Prese le posate ed un tovagliolo con dei coniglietti disegnati e li poggió vicino al piatto, poi il bicchiere, una bottiglia piena d’acqua e una colma di aranciata. Dispose tutto con diligenza facendo un profondo sospiro soddisfatto.
Il sole calava ed il rosso del tramonto riempì la cucina donando alla composizione sul tavolo un aspetto nuovo. Dorothy era seduta di fronte al piatto e fissava il cerchio giallo composto dal tuorlo. L’unica cosa a muoversi era Il torace della donna che si espandeva e contraeva per il respiro calmo e tranquillo. Nient'altro si muoveva nella cucina se non la luce solare che lentamente perdeva di intensità con il passare delle ore.
La stanza divenne completamente buia quando il sole tramontó e per adattarsi alla flebile luce della Luna ci vollero alcuni secondi. Quando vide chiaramente il piatto nella luce pallida, prese la forchetta e infilzó lentamente il tuorlo facendone uscire il liquido giallo conservato all’interno.
Sul suo viso si aprì un sorriso che si ampliava man mano che il liquido giallo colmava il piatto fino a mostrare i denti serrati in un ghigno. Gli occhi continuavano a fissare il tuorlo e quando il liquido uscì completamente la donna esplose in una risata stridula che si diffuse per tutto l’appartamento.
Il suono delle risate si mescoló con quello dei forti impatti alla porta d’ingresso e non si fermarono neanche quando l’imposta cedette schiantandosi sul pavimento. Gli uomini in divisa entrarono puntando le pistole e urlando, mentre altri sfondarono le altre porte della casa trovando in camera da letto ciò per cui erano venuti.
Un agente si avvicinó alla donna mentre ancora rideva stridula, le prese i polsi e glieli portó con violenza dietro la schiena facendola piegare in avanti fino ad impattare con il viso nel liquido giallo del tuorlo. Un altro agente sopraggiunse e fecero alzare la donna dalla sedia elencandone i diritti. Lei rispose soltanto: “lui non voleva più le mie uova, voleva quelle di cioccolato!” per poi riprendere a ridere stridula.
Quando passò davanti la porta della stanza da letto, la donna si fermò per dare un'ultima occhiata all’uomo riverso sul letto esanime per poi riprendere a ridere, questa volta con più gusto.

Apparso su Nerd30

Tag popolari