L'albero che si muove

è mio amico

Nonostante siano l’unica tribù che permette il passaggio degli avventori alieni, gli Jeunit sono molto restii nel parlare delle loro tradizioni e storie. Conoscete quel tipico sguardo torvo, la necessità di nascondere i pargoli, l’impossibilità di scattare olofoto per paura che venga rubata la linfa vitale? Anche sulla terra c’è stato un tempo in cui le popolazioni si comportavano così… E anche su Jeurus c’è questo atteggiamento.

Il perché vengano ora accettati avventori è grazie ad alcune innovazioni tecnologiche che sono riuscito a portare su questo pianeta con luuuunghe trattative… Solo per far capir loro che non avrebbero ucciso nessuno, anzi avrebbero gratificato entrambe le razze: la mia per la possibilità di scorrazzare e analizzare questo pianeta, la loro per la possibilità che ora hanno di poter avere acqua potabile senza doversi radicare per 12 ore nel terreno.

In effetti qualcuno ancora lo fa, radicarsi intendo. È uno strano processo che fanno i Jeunit per riuscire a raggiungere le falde sotterranee del pianeta: restano impassibili per lunghi periodi assumendo una forma ad albero, che ricorda le driadi dei vecchi miti greci (oltre a richiamare tutto il pianeta, visto che è composto per lo più da alberi).

Insomma è bellissimo a vedersi, ma se passa un Perlach proprio in quel momento fa una carneficina. Mi sto perdendo in digressioni. Dopo avergli installato una pompa per l’estrazione dell’acqua, sono riuscito finalmente ad intavolare un discorso con uno degli anziani del bosco Garath, piccola porzione di foresta ad ovest di Rodavon. Discorso è una strana parola con loro. I Jeunit non parlano come me, te o altri esseri dotati di polmoni e corde vocali. Loro usano le foglie che hanno sul corpo per creare un linguaggio complesso e molto spesso fraintendibile (ricordate le luuuunghe trattative?).

La Inkbullet è ancora a lavoro sulle traduzioni, ma posso comunque passarvi una breve filastrocca che siamo riusciti a tradurre:

L’albero che si muove non porta sempre rancore
Porta a volte frutti, a volte amore.
L’albero che si muove a volte non mangia i fratelli
beve con noi e ci parla degli antichi mantelli.

L’albero che si muove non sempre è solo
ma quando porta con sé la luce degli anziani
dove cammina non vi è più suolo

L’albero che si muove è un amico, è un messaggero
ci dice quando il nostro tempo è divenuto mero

L’albero che si muove è grande
L’albero che si muove è sempre

L’albero che si muove è ciò che è antico e presente.

 

Non ho ancora ben inteso chi sia questo “albero che si muove”. Dalle scannerizzazioni planetarie gli unici “alberi” moventi sono proprio i Jeunit. I Jeurut sono piuttosto assimilabili ad un arbusto o magari a un fiore… tuttalpiù un bonsai. Tuttavia mi perplime molto la parte degli “antichi mantelli” e della “luce degli anziani”. Possibile che questo albero movente sia rinconducibile ad un golem di legno? Magari una remota macchina degli antichi fuggita dal controllo o ancora sotto di esso. Chissà…

Bisogna fare altre ricerche, anche se siamo quasi a metà mese.


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