Jeurus

Il pianeta boschivo

 

Stiamo per avvicinarci ad un pianeta che ho già visitato una volta. È un buon posto per incominciare un lungo viaggio: calore asfissiante, fauna predatrice e piante carnivore.

Jeurus è un esopianeta con una vegetazione incredibilmente radicata sulla superficie. È grande la metà della terra ed è ricchissimo di carbonio per via di tutte le forme di vita vegetali e organiche. Il suo perimetro è invaso da sottobosco umido e le fonti d’acqua vanno ricavate dalle piante o scavate nell’humus.

La fauna è aggressiva verso le forme di vita straniere e gli esseri viventi più vicini al senziente sono delle scimmie arboree di due metri molto irascibili di nome Jeunit. Un’altra specie più primitiva è possibile trovarla in piccoli insiedamenti costruiti all’interno degli alberi: il loro nome è Jeurut.

Foto di un passaggio creato dai Jeurut

La flora invece, predominante per il 90% della superficie, è caratterizzata dalle molteplici sfumature di verde. Difficilmente le stagioni intaccano questa percentuale, poiché, similarmente ai tropici, persiste una calura umida per tutto l’anno Jeurita che equivale circa a 220 giorni terrestri. Le giornate durano sedici ore e le notti sono molto oscure per via della mancanza di satelliti in grado di donare una minima luminosità. Tuttavia in alcune zone è nota una specie vegetale che ottempera a questa mancanza di luce attraverso una bioluminescenza floreale. Questi fiori stanno lentamente radicandosi nella parte sud occidentale del pianeta, posto in cui la notte dura molto di più rispetto al giorno in alcuni periodi dell’anno.

La gravità è molto simile a quella della terra e questo rende il pianeta un buon intermezzo per quelli più pericolosi o “strani”. Curiose sono le rovine che si trovano in alcuni anfratti del pianeta, nascoste sotto strati e strati di vegetazione. Per i Jeunit questi resti sono fonte di antica conoscenza e di grande venerazione.

La cultura degli avi è infatti molto radicata in questa specie vivente, che vede negli esseri incisi nelle antiche sculture i loro antenati più evoluti. Durante le mie ricerche sulla specie ho notato che vi è un forte decadimento genetico, che potrei classificare quasi come una “involuzione”. Che sia stato voluto dagli antenati? Non ne sono sicuro. Di certo le rovine a nord nascondono più di quanto i Jeunit vogliono farmi credere.


Insomma, portatevi una borraccia bella capiente e tanta crema antizanzare, perchè il viaggio su Jeurus sarà tutt’altro che una passeggiata nel bosco!

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