Il Profeta del Pony

Un pony in cerca di una salvezza

Quanti anni sono che sono qui dentro? Non ricordo più neanche chi sono. Mi guardo intorno e vedo solo una landa nera scandita da linee di colori ad alto contrasto. Metto a fuoco. Quanto avrò dormito? Che anno è? Che ora è? Il sole, dov’è? Nero. Vorrei camminare ma l’unica cosa in cui riesco è fluttuare più avanti. Mi avvicino a quello che mi sembra un Albero completamente verde, dal tronco ai rami.

Provo a toccarlo ma non riesco a muovere il braccio, non ho più un braccio da muovere come non ho più le gambe. Mi poggio contro questa linea nell’abisso e scendo in basso fino a quando non sento qualcosa sotto di me e da lì capisco che quell’enorme e pauroso buio era in qualche modo solido.

Cerco di ricordare come ero finito in questa situazione ma le uniche cose che mi vengono in mente sono stralci di un passato che sento lontano: Uno schermo, ricordo la richiesta di avvicinarmi ad esso e poi il buio più completo.

Vedo in lontananza un puntino bianco muoversi in linea retta e intorno a lui costruirsi uno scenario che mi fa tornare in mente l’immagine di un pony che corre all’infinito. Mi allontano dall’albero e inizio a volare in direzione di quel puntino bianco e man mano che mi avvicino acquisisce sempre di più una forma distinta, quella di un pony!

Mi avvicino ancora ma appena cerco di raggiungerlo impatto contro un muro invisibile, uno schermo che non mi permette di continuare. Cerco di sfondarlo fisicamente ma non riesco neanche ad incrinarlo. All’improvviso dinanzi a me, sullo schermo, dei punti luce iniziano a formare un pentagono inverso con la dicitura al termine, poco sotto: SatanTech.

Era evidente che qualcosa o qualcuno non mi permetteva di raggiungere quel pony che correva e saltava gli ostacoli. Ma sentivo dentro di me di dover fare qualcosa, qualcosa per salvarlo dal destino che affliggeva anche me e chi sa quante altre persone. Dovevo aiutare quel temerario e attraverso il suo aiuto liberarci tutti.

Con un grande sforzo riuscii a dare una forma più materiale al mio corpo, mentre lo facevo, vedevo davanti agli occhi come delle righe di codice che s’infrangevano o cambiavano, alla mia mente ritornavano elementi del passato, il gioco, la programmazione, il codice della struttura stessa dell’esistenza. In quella forma di pura energia animica, mi sentivo in grado di manipolare l’essenza del gioco in una piccola parte. Sarà per il tempo che ho passato in questo… posto… sarà la mia determinazione, ma sentivo pervadermi di nuova vita e sapevo che con l’aiuto di quel pony poteva riuscire a liberarci tutti da Pony Island.

Text-Log del profeta n.1


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