Corrado, Vecchio soldato

La condanna di un passato che si offusca.

 

Un lampo tagliò in due il cielo scuro, il tuono che venne dopo coprì a malapena lo scoppiettio di una macchina d'altri tempi. Le goccie cadevano inesorabili sul tergicristallo, calme, gravi; da esso venivano spostate attraverso la spazzola verticale, rapida si muoveva mostrando, lampo dopo lampo, due grandi occhiali tondi. L'uomo sterzò all'improvviso e si parcheggiò davanti ad un bar attraversando una pozzanghera e schizzando un passante ben vestito. Incurante del pedone, mise la retromarcia e ultimò il parcheggio. Prese dal sediolino affianco un giornale mezzo zuppo e un bastone di legno e scese dal veicolo chiudendo a chiave lo sportello. Borbottava qualcosa tra sè mentre, chino sulla schiena, reggeva il giornale sopra di lui. Entrò nel bar ignorando completamente il passante inzuppato che ancora gli gridava contro. Forse volutamente, forse non lo aveva visto, forse non lo aveva nemmeno sentito.

 

Si trattava di un vecchio bar degli anni '30, un luogo del passato. Corrado appena entrò al suo interno, dopo aver cestinato il giornale zuppo, si mosse ad un tavolo sedendosi con qualche dolore alla sedia vicina. Borbottò e maledisse ancora sottovoce, agganciò il bastone allo schienale della sedia e si poggiò al tavolo. Dopo alcuni secondi una donna entrò nel bar. Corrado non si girò a guardarla, era intento a pulire gli occhiali spessi con l'ausilio di movimenti circolari e qualche bestemmia.

 «Corrado, da quanto tempo»
«Molto tempo, Gaia»
«Posso sedermi caro?»
«Se proprio devi»
«Volevo ringraziarti per essere venuto...»
«Si, si, certo... non avevo niente da fare a casa.»
«Queste sedie sono proprio come quelle di un tempo...»
«E' la mia schiena a non essere più quella di un tempo porca la Madonna»
«Corrado! E questo linguaggio? Sei in presenza di una signorina!»
«Ma quale signorina! Vedo solo una vecchia, che a stento riconosco»
«E beh, perché tu invece sei un giovane rampollo rampante no? Attento alla dentiera...»
«Non iniziare Gaia. Cameriere!»
«Sei sempre il solito... Ti ricordi questo posto Corrado?»
«Ho smesso di ricordare cose da un bel po', Gaia; non sono ancora arrivato a capire se è un bene o un male. Cameriere, dell'acqua, temperatura ambiente. Vedete pure la "signorina" cosa vuole»
«Un bicchiere di vino rosso, grazie mille bel giovanotto»
«Il gestore è cambiato, Peppe è morto.»
«Ti ricordi di Giuseppe?»
«Eravamo nello stesso battaglione, Gaia. Era il 1944...»
«E meno male che dimentichi le cose»
«Alcune cose non si dimenticano, Gaia, ti rimangono dentro come la cazzo di placca di metallo che mi hanno messo dopo la granata del '40»
«Corrado! Smettila con questo linguaggio scurrile!»
«Mi scusi "signorina" orecchio fine»
«Sei sempre lo stesso»
«Già. Che vuoi.»
«Sono venuta a sapere...»
«Non vedo l'ora»
«Non dire così... hai fatto la cura?»
«10 anni di cura e il risultato è lo stesso! Cristo santo, Preferivo crepare con il fucile in mano a difendere la patria.»
«Non avresti conosciuto me...»
«Ssse, già, certo... non mi hai ancora detto perché mi hai trascinato via dalla mia poltrona»
«Per vederti ancora una volta, Corrado... Sono sessantanni che non ci vediamo...»
«Si, da quando hai scelto quel coglione di un industriale...lui la guerra non l'ha fatta.»
«Tu non c'eri mai, Corrado, mi hai lasciato due volte sull'altare!»
«Davvero?»
«Si.»
«Scusa»
«Tranquillo, è acqua passata. Devi prendere le pillole?»
«Si, fammi bere un attimo»
«Fai... il vino è come una volta. Forse è perfino lo stesso...»
«Perché ti ho lasciata sull'altare?»
«Lavoro.»
«E la seconda?»
«Lavoro.»
«Oh... Ero in missione?»
«Si, saresti dovuto tornare per quei giorni, ma entrambe le volte hanno attaccato il vostro avamposto»
«Quando morì Salvatore?»
«No, dopo»
«Scusa, non ricordo proprio»
«Non fa niente, come ho detto prima, è acqua passata. Come ti senti oggi?»
«Con 93 anni sulle spalle, tu?»
«Oggi bene...qualche dolore alla schiena, ma è normale a quest'età. Almeno così dice il dottore»
«Così dicono. Poi che hai fatto?»
«Dopo che mi sono sposata con Leonardo ho lavorato nella sua azienda. Abbiamo avuto due figli, a uno dei quali hai fatto il bagno poco fa' sul marciapiede»
«Sentivo di aver fatto una cosa giusta, l'istinto ripaga»
«Smettila. Leo è morto 12 anni fa. Tumore»
«Sia lodata la Madonna»
«Come ti permetti a parlare così?! Tu non c'eri! Tu non ci sei mai stato!»
«C'ero alla tv quando hanno detto che ha fatto venire il cancro a quei ragazzi.»
«Erano altri tempi, non sapevamo che quelle cose facessero venire il cancro»
«L'ignoranza non ha mai perdonato nessuno, Dio cane»
«Tu sei un ignorante!»
«E di questo nessuno mi ha mai perdonato. Ma almeno un posto nel mondo l'ho trovato al mio tempo»
«Sei sempre lo stesso»
«E me ne vanto, cazzo»
«Cosa farai ora?»
«Torno alla mia poltrona aspettando la vecchia signora»
«La morte?»
«No, la tizia che mi cucina la cena, per la morte ci vorrà ancora un po'»
«Io domani parto»
«Dove vai?»
«Germania»
«Che ci vai a fare? Li è pieno di crucchi.»
«Vado a ricoverarmi»
«Anche l'ospedale dietro casa ricovera gente»
«Si, ma in Italia non permettono di fare alcune cose»
«Ah... è quello che penso?»
«Si.»
«Sei sempre la stessa. Non hai mai saputo aspettare»
«Ricordi davvero il nostro passato?»
«No»
«Ti ricorderai di oggi?»
«Ricordo tutte le persone che mi hanno anticipato dall'altra parte»
«Non è una gara»
«Eppure hai fretta di arrivare prima»
«Tuché»
«I tuoi figli lo sanno?»
«In Germania non c'è bisogno che lo sappiano.»
«Fottuti crucchi del cazzo, non smetteranno mai di portarmi via persone care»
«Ti sono cara?»
«Io... non ricordo... smettila, lasciami stare... uff»
«Mi rendi felice... pensavo che la parte che amavo di te fosse ormai solo un ricordo»
«Eh... Bella fine fanno i ricordi.»
«Ora devo andare»
«Si, brava, sia mai perdi l'appuntamento con i crucchi»
«Non portarmi rancore, Corrado...»
«Solo se non vai a cruccolandia a farti ammazzare»
«E mi farai tu compagnia fino alla fine dei nostri giorni?»
«Sono solo come un cane, ma non auguro a nessuno l'agonia di vivere affianco a qualcuno che non ti riconosce la mattina. Perché così sarà.»
«Se tu me lo chiedessi...»
«Non te lo chiederò»
«Sei sempre lo stesso»
«Anche tu.»

 

La donna uscì dal bar con la velocità che poteva, l'uomo fece lo stesso poco dopo. L'unica cosa che rimase di quella serata erano due bicchieri vuoti.


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