An Hotline Story

10 Giugno 1984, Miami

Driiiin... Driiin... "Pronto?"
"Heiiiiii beello! È arrivato quel nuovo ordine che mi avevi chiesto! Vienilo a prendere al 34 Highway Road, 2° piano. E' nel solito forziere dove tengo le cose."
"Chi sei? Che volete da me??? Smettetela di chiamarmi!"
"Ma come? Non ti ricordi di me? Le bevute insieme, le serate in disco, quella volta in Vietnam... Dai! Vieni a prendere i nuovi gadget, così ti divertirai un mondo quando torni a casa!"
"Cazzo"
"Ti aspetto?"
"Si, sto arrivando". Click.


Vado in bagno, mi lavo il viso e quando guardo nello specchio vedo le occhiaie ormai essere dei tattoo neri. Sembro un cazzo di pellerossa, Cristo! Mi vesto sportivo e metto il giubbotto antiproiettile: questo coso mi ha salvato la pelle troppe volte ormai. Lo nascondo sotto una felpa e poi vado a prendere lei: l'ho trovata alla porta due mesi fa e da allora arrivano le chiamate... la maschera del lupo. Il mittente non c'era, ma era un segno evidente che qualcuno volesse che facessi qualcosa, qualcosa per il mio paese, di nuovo.
Esco di casa, prendo la macchina e arrivo sul posto. Alla porta ci sono due uomini che fumano e parlano con accento russo. Fottuti russi bastardi! Prendo la pistola dal cruscotto e controllo il caricatore, metto le cuffie con la musica che mi hanno mandato e indosso la maschera.

E' il momento di iniziare le danze. Esco dalla macchina deciso nascondendo la pistola dietro di me, mi avvicino a uno di loro e appena quello a destra mi urla qualcosa contro gli pianto una pallottola in fronte; l'altro si gira, ma è troppo tardi per lui. Prendo la rincorsa e lo stendo con un pugno, lo lancio contro il muro e gli punto la pistola alla testa. Lo guardo mentre mi scongiura di lasciarlo in vita, così abbasso l'arma e lo prendo a calci in faccia fino a ridurgliela in poltiglia. Sento delle voci urlare da dentro, sembrano in due. Mi affianco alla porta e aspetto che arrivino. Appena il primo la spalanca, lo prendo per la collottola e lo trascino davanti a me per usarlo come scudo; il secondo, dopo avermi visto, inizia a sparare all'impazzata colpendo solo il suo compagno. Rispondo con due colpi: con uno lo manco, ma il secondo lo prende al petto. Calcio lo scudo verso il suo compare e, una volta a terra, finisco entrambi con un proiettile in testa. Forse sono anche troppo gentile con questi stronzi mafiosi! Lascio a terra la pistola ormai scarica e prendo il mitragliatore del morto.

Corro dentro accostandomi più possibile ai muri. Sento le grida di altri tizi, risate, schiamazzi, vorrei parlare il russo solo per digli di chiudere quella bocca di merda. Esco fuori dal riparo e svuoto il caricatore per intero sul gruppetto, uno dopo l'altro cadono sotto il mio fuoco tranne un gorilla armato di mazza da baseball che urla furioso e si avventa su di me. Prima che si avvicini troppo, gli lancio il mitra in faccia. L'arma lo distrae e inciampa sul braccio di uno dei suoi compari facendolo cadere a terra. Gli strappo la mazza dalle mani e gli sputo sul vestito, poi con il legno gli rendo la faccia a tinta unita con la moquette. Salgo le scale con la mazza in pessime condizioni e le cose iniziano a farsi difficili: vedo uomini armati  pattugliare la zona in allerta, confabulano tra loro, pianificano, ma non sanno chi hanno di fronte. Mi avvicino di soppiatto al chiudi fila e gli spezzo la mazza dietro la testa facendolo inginocchiare, gli sfilo il coltello dal cosciale e, dopo aver tagliato la gola al compare, lo lancio in faccia all'altro. Aspetto con soddisfazione il volo dell'arma ma… Cazzo, è arrivato d'impugnatura! Che... Cazzo! Lo vedo puntare il suo shotgun verso di me, rotolo via dietro il muro prendendo la pistola dell'ultima vittima e vedo la rosa dei pallini sfondare parte della parete; le cuffie mi cadono e sento le voci sofferenti di quei sacchi di merda agonizzanti. Vedo il primo tizio iniziare a rialzarsi e sento i passi dell'altro con il fucile che sta per girare l'angolo. Lo aspetto con il cuore in gola cosciente che sbagliare mi sarebbe costata la vita.

Guardo l'ombra sul pavimento e appena supera l'angolo lo prendo dalla giacca e gli do una testata sul naso. Inizia a sanguinare, ma è ancora abbastanza cosciente per sparare un colpo a vuoto. Apro la bocca e i denti di gomma della maschera si aprono con essa; come in passato azzanno la mia vittima staccandogli un pezzo di collo. Questo in Vietnam mi è costato una settimana di reclusione. Il sangue inizia a uscire copiosamente e lo lascio cadere a terra mentre si tiene il collo. L'altro inorridito mi carica come un fottuto giocatore di rugby e mi stende a terra. Mi tira un pugno che mi fa vedere le stelle, ma quando prepara il secondo gli svuoto il caricatore della pistola e mi crolla addosso. Prendo fiato, me lo tolgo di dosso e mi rialzo.

Mi massaggio la mascella e sento ancora le grida di dolore di quello con il fucile che perde sangue, alla fine dei conti ha combattuto bene. Prendo il fucile dalle sue mani, carico la pompa e faccio esplodere il suo cranio in mille pezzi. Rimetto le cuffie e mi giro le stanze: gente che si ficca spade nelle vene, altri che sono imbambolati a guardare il muro, sono tentato di spacciarli tutti ad uno ad uno. Feccia americana, feccia russa… è davvero per questo che ho rischiato la pelle in guerra?

Entro nell'ultima stanza ed è qui che trovo il mio obiettivo, il "loro" obiettivo. Lo vedo mentre tira della coca... è talmente fatto che non si accorge neanche di quello che lo circonda. Lascio cadere il fucile, mi avvicino a lui e, mentre sbiascica della roba in russo, prendo delle penne, gli tiro indietro la testa e gliele ficco nel naso fino a quando non gli arrivano al cervello. Lo guardo contorcersi tra gli spasmi e avverto solo piacere. Però per coronare il momento ci vuole qualcosa di più: lo prendo dai capelli e lo trascino fino alla finestra, poi lo alzo dalla cinta e, con sommo gusto, lo lancio dalla finestra. Lo guardo cadere fino a quando non incontra un parchimetro che lo trafigge. Mi guardo intorno e cerco il “forziere”, una cassaforte vecchio stile completamente spalancata. Tra bustine di coca e fascette di soldi trovo un pacchetto incartato, deve essere questo quello che vogliono. Prendo tutto tranne la droga e corro via. La missione è compiuta.


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