Zoom in, Zoom out, Jonas

Ci sono dei momenti in cui tutto sembra fermarsi in un dato momento, è quello ciò a cui stava pensando Jonas guardando il  meteorite scendere inesorabile sulla terra.

 

Ci sono dei momenti in cui tutto sembra fermarsi in un dato momento, è quello ciò a cui stava pensando Jonas guardando il meteorite scendere inesorabile sulla terra. Lui insieme ad altre persone, stava aspettando la fine dell'umanità su di una collina, si era seduto e ripensava a tutto quello che aveva fatto nella vita. Fissava le fiamme che circondavano l'enorme stella cadente e pensava all'ironia di una fine del genere. Il suo pensiero era infantile, pensava infatti a se, questa, che era bella grande come stella cadente, avrebbe esaudito un grande desiderio.

Questo lo faceva sorridere e al contempo pensare. Chi sa le altre persone, in quel preciso momento, cosa stavano pensando. Certo, ci saranno le coppie che a New York staranno festeggiando la fine del mondo con un amplesso, Jonas spera che almeno finiscano prima della fine di tutto. Ci saranno quelli che, come cantava Ligabue, staranno ballando sul mondo attendendo il ticket per l'inferno. Eppure, l'unica cosa certa era questa grossa palla di roba stellare che stava per schiantarsi contro la sua città. Che culo, pensò lui, essere uno dei primi a morire. D'altronde non era forse un onore essere il popolo della città designata per la fine dell'umanità? Pensava proprio di si. Pensieri sciolti sotto le fiamme dal cielo che di li a poco lo avrebbero reso polvere.

Chi sa se Dio aveva in mente qualcosa per il dopo apocalisse, pensò, magari di chiamare la tata stellare per pulire lo sfacelo, e se gli altri pianeti protestavano per il casino? O magari per il mancato turismo... Magari avevano investito sui terrestri per tirare su un po' di quattrini. Insomma, è crisi per tutti. Jonas si rese conto che ormai i suoi pensieri stavano divagando talmente tanto da aver perso di coerenza, scosse la testa e riprese a fissare il meteorite che stava or ora rilasciando dei frammenti ed iniziando a devastare parte della città. Non gli interessava, stava ancora pensando a quel prurito che gli stava solleticando l'anima, quella vocina che gli tirava i pantaloni come un bambino insistente.

E se tutto il mondo chiedesse, nello stesso momento, alla stella cadente un desiderio? Quello che svanisse all'improvviso, in un “pop” come nei fumetti.

Cosa accadrebbe? Svanirebbe? O no?

Jonas si stava perdendo di nuovo in voli pindarici e allora taglio corto e iniziò a dire:

«Desidero che la stella cadente faccia “pop”» gli altri vicino lo ascoltarono, alcuni scoppiarono a ridere, altri scossero la testa.

Ma qualcuno, qualcuno ripeté insieme a lui:

«Desidero che la stella cadente faccia “pop”» e pian piano altri si unirono fino a diventare un coro, di li a poco tutta la collina esprimeva il suo desiderio all'unisono, poi, le strade della città, poi le comunicazioni impazzirono e sui cartelloni elettronici apparse quella frase.

Di li a poco, tutta l'umanità, stava esprimendo un unico desiderio. Che il meteorite facesse pop. E beh, cosa poteva fare la stella cadente con un desiderio così grande?

Pop.


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